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EDITORIALE

Il Femminicidio: un “conflitto di genere”? Un’analisi socio-giuridica

Lo scorso anno si sono verificati nel nostro paese 103 omicidi di donne. E’ sempre più difficile combattere un fenomeno che appare drammaticamente dilagante. Da due anni il quotidiano “La Stam ....

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L'Est dell'Ucraina come la Crimea? Nella parte orientale dell'Ucraina, da ieri di nuovo in preda a tensioni e disordini, la situazione rischia di precipitare in una dinamica dalle conseguenze imprevedibili. Kiev accusa Mosca di tramare e provocare per arrivare all'invasione delle regioni orientali, dopo l'annessione della Crimea. E invia ministri a cercare di mediare una de-escalation. Ieri ci sono state manifestazioni e blitz degli attivisti filo-russi nelle grandi città orientali: Kharkiv, Lugansk, Donetsk. IERI OCCUPAZIONE FILORUSSA, L'11/5 IL REFERENDUM? E in quest'ultima, la capitale industriale dell'Est ucraino, i militanti che ieri avevano preso il controllo della sede dell'amministrazione regionale, hanno annunciato oggi la creazione di una «repubblica popolare» indipendente da Kiev e la convocazione di un referendum non oltre l'11 maggio. Su YouTube è comparsa in tempo reale una registrazione - immagini girate dal canale filo-Cremlino Russia Today - dove si vede una persona che parla ad una folta platea e scandisce: «Io proclamo la creazione dello stato sovrano della Repubblica popolare di Donetsk». Precisando che la decisione entrerà in vigore dopo il referendum, da organizzare non oltre l'11 maggio, e che la cosa è stata decisa e «concordata» con gli altri attivisti in azione a Lugansk e Kharkiv, le altre due grandi centri dell'Est ucraino. KIEV PREOCCUPATA DEL "MODELLO CRIMEA" È questo che preoccupa le nuove autorità di Kiev: uno scenario sul modello Crimea, con un referendum e poi la secessione o comunque l'estrema autonomia, controllata da Mosca. Oggi il premier ad interim Arseny Yatsenyuk ha direttamente puntato il dito contro il Cremlino. «Questo copione è stato scritto dalla Federazione russa e l'unico obiettivo è quello di smembrare l'Ucraina» come Stato, ha detto, parlando a tratti in russo, il volto scuro. Per tentare di riportare sotto controllo la situazione nell'Est, il premier ha inviato il ministro dell'Interno Arsen Avakov a Kharkiv e a Donetsk il vice premier delegato alla sicurezza Vitali Iarema. Stamattina il governo ucraino ha fatto sapere che l'edificio dell'amministrazione regionale a Kharkiv è stato «totalmente liberato dai separatisti», che avevano issato il tricolore russo sulla sede del palazzo governativo ed erano entrati anche nella sede dei servizi di sicurezza, l'Sbu. Ma in strada resta alta la tensione. In mattinata ancora si fronteggiavano due manifestazioni di opposto segno: dei sostenitori del movimento pro-europeo Maidan e dei filo-russi. Trecento persone da una parte, alcune centinaia in più dall'altra, nel mezzo due cordoni di polizia. Il capo dell'amministrazione di Kharkiv, Gennady Khernes, nega da parte che vi sia un movimento «separatista» in azione: a suo avviso all'origine del blitz contro i palazzi del governo c'è un gruppo di gente che chiede chiarezza sulla sparatoria del 14 marzo, costata la vita a due persone. «Non li ho sentitiparlare di separatismo, ma vogliono sapere chi sono i colpevoli.




VICENZA - Luigi Faccia, il leader dei secessionisti veneti arrestati nell'operazione dei Ros, non ha risposto al Gip che oggi lo ha sentito in carcere a Vicenza per l'interrogatorio di garanzia. "Sono un prigioniero di guerra" ha detto l'ex Serenissimo, come hanno riferito i suoi legali. Subito dopo si è avvalso della facoltà di non rispondere. Faccia, accusato di associazione con finalità di terrorismo ed eversione, si è mostrato combattivo e determinato, spiegano i legali, nel portare avanti i suoi ideali di indipendenza. Piccola schermaglia con il giudice e la cancelliera anche al momento delle generalità, quando Faccia, alla domanda sulla propria nazionalità, ha risposto: "veneta".




Un algerino di 31 anni è stato arrestato dalla Polfer, a Milano, per il tentato omicidio di un tunisino di 39 colpito al braccio e al volto con una mannaia di 30 centimetri. L'episodio è avvenuto la sera del 4 febbraio all'interno del mezzanino della stazione Centrale: la scena è stata ripresa dalle telecamere a circuito chiuso installate nel passaggio. Gli agenti della Polfer non sono stati in grado di determinare il motivo che ha spinto Abdel Kader Farth, irregolare e con precedenti, a colpire la vittima, medicata all'ospedale Niguarda con oltre 50 punti di sutura soltanto sul viso. I motivi sono comunque definiti futili: forse ha giocato un ruolo importante lo stato di alterazione alcolica del ferito e dell'aggressore, entrambi senzatetto e frequentatori della stazione. Gli agenti hanno assistito alla scena sullo schermo e sono arrivati sul posto in tempo per vedere la via di fuga dell'algerino, fermato poco dopo in via Sammartini dopo una colluttazione in cui è stato disarmato. Il ferito è stato soccorso dal 118 e, una volta medicato, denunciato perché clandestino.




ROMA - L'Aula del Senato riprende l'esame del decreto svuotacarceri, che prevede anche la cancellazione del reato di immigrazione clandestina e i senatori della Lega Nord, mentre non si placano gli attacchi contro il ministro dell'Integrazione, Cecile Kyenge, occupano per protesta gli uffici del presidente Grasso a Palazzo a Madama."Avevamo chiesto una Capigruppo - spiega il senatore della Lega Raffaele Volpi - e non è stata convocata. Come se niente fosse sono tornati in Aula". Nonostante la protesta leghista l'Aula di Palazzo Madama sta andando regolarmente avanti nell'esame del provvedimento sulla messa alla prova, ribattezzato dalla Lega "svuotacarceri"."Se non esistono più regole salta la democrazia - ha detto Massimo Bitonci, presidente della Lega Nord al Senato -. Questa mattina in Aula del Senato mentre si sta facendo discussione generale di un altro provvedimento, quello sulle demolizioni edilizie abusive, Grasso assente, la presidenza di turno, Fedeli, decide in maniera del tutto arbitraria l'inversione dell'ordine del giorno senza che ci sia stato un voto e rifiutando di dar voce a interventi. Di fatto torna così al primo punto lo svuotacarceri, evidentemente scomparsa, chissà con quale miracolosa cura o intervento divino, l'afonia del relatore Casson. Ma la Lega non ci sta: le regole vanno rispettate. I senatori della Lega occupano per protesta gli uffici del presidente Grasso e chiediamo l'impeachment di Grasso per mancato rispetto regolamento del Senato". M5s: "Lega istiga a rissa". "In Aula la Lega istiga alla rissa e minaccia fisicamente poi esce dall'Aula senza colpo ferire. Cialtroni nel bene e cialtroni nel male". Così su Facebook Alberto Airola, senatore 5 stelle, in merito all'inizio della seduta odierna a Palazzo Madama mentre si discute il ddl sulle pene alternantive e la messa alla prova. Airola posta anche una foto della seduta che la presidente di turno ha dovuto sospendere per 5 minuti.




Loredana Bellone, Alberto Perino e Giorgio Vair sono i tre NoTav condannati a pagare oltre 200mila euro per aver impedito, nella notte tra l’11 e il 12 gennaio 2010, lo scavo di alcuni carotaggi a Susa. Bellone è il sindaco di San Didero, piccolo centro valsusino, Giorgio Vair è il suo vice mentre Alberto Perino è il leader storico della protesta. “Era stata un’azione di resistenza passiva – spiega la Bellone – la Polizia non ha ci spinto ad andare via. Quando vogliono far qualcosa la fanno a forza di manganellate, questa era una trappola per colpire alcune persone più in vista nel movimento”. Gli oltre 200mila euro serviranno a risarcire Ltf, la società che doveva effettuare i sondaggi e che sta scavando il tunnel geognostico della Maddalena (Immagini da youtube canale Ambiente Valsusa) di Cosimo Caridi



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