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2009
Numero 9
Numero 8
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EDITORIALE

Il popolo, la libertà e la paura

In un recente articolo apparso sul quotidiano La Repubblica, lo scrittore Gianrico Carofiglio osservava come “un sintomo del grado di sviluppo della democrazia, e in generale della qualità della vit ....

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The Fix è il "corto" che Robert Redford indirizza al popolo americano per "svegliarlo" dal disastro ambientale generato dall'affondamento della piattaforma petrolifera Deep Horizon della multinazionale BP nel golfo del Messico. L'attore, regista e fondatore del Sundance Film Festival ricorda le 11 vittime, l'impatto della marea nera sulle coste e le conseguenze del disastro ambientale su tutta l'economia degli Usa. "Bisogna fare pressione sulle compagnie e sui politici, soprattutto quelli che dalle stesse compagnie hanno avuto soldi per le loro campagne elettorali.




E' successo questa mattina verso le 9,30, davanti a un'assistente sociale La coppia si stava separando. Fermato l'aggressore. Inutili i soccorsi alla moglie di FEDERICA CRAVERO Un lungo coltello da macellaio, con venti centimetri di lama. E' questa l'arma con cui Giampiero Prato, 38 anni, ha ucciso la moglie, Cristina Rolle di 33 anni. Un delitto compiuto infierendo sul corpo della donna con decine di coltellate: una cinquantina, secondo un primo esame del medico legale, trenta delle quali mortali. L'omicidio è avvenuto questa mattina a Collegno, nel Torinese, all'interno degli uffici del Cisap, il Consorzio intercomunale dei Servizi alla persona. L'assassino, un uomo di 38 anni, è stato fermato poco dopo dai carabinieri. La coppia si trovava di fronte all'assistente sociale che da due anni ormai seguiva la loro separazione. All'improvviso l'uomo ha estratto il coltello da una valigetta 24 ore e si è accanito sulla moglie. L'operatrice sociale, di 27 anni, è rimasta paralizzata durante l'aggressione. La coppia aveva due bambine e l'uomo, un perito informatico, era in cura presso i servizi psichiatrici. "Era una coppia tranquilla, tutti i colloqui che aveva avuto presso il nostro consorzio erano stati civili e cordiali", racconta il direttore del Cisap, Mauro Perino.




NAPOLI (7 maggio) - Momenti di forte tensione, a Napoli, tra disoccupati e forze dell'ordine. Lanci di bottiglie da parte dei manifestanti e manovra di alleggerimento da parte delle forze dell'ordine: il tutto davanti alla sede della Regione Campania. Un disoccupato, per un malore, è stato condotto in ospedale. Oggi, secondo quanto si è appreso, doveva svolgersi un incontro tra una delegazione dei senza lavoro e rappresentanti della segreteria del governatore Stefano Caldoro.




Rifiutata dall’ospedale perché le era scaduta la tessera sanitaria, una bambina nigeriana di 13 mesi muore poche ore dopo. Il padre, in regola con il permesso di soggiorno, aveva appena perso il lavoro e non poteva rinnovare il documento che forse avrebbe strappato la piccola alla morte. «Uccisa dalla burocrazia», dicono gli amici della coppia, che in 200 hanno sfilato per le vie di Carugate, hinterland di Milano, dove la famiglia vive. «I medici avrebbero potuto salvarla se non si fosse perso tutto quel tempo e se le cure fossero state adeguate. Se fosse stata italiana questo non sarebbe successo», grida ora Tommy Odiase, 40 anni, in Italia dal 1997. Chiede giustizia mentre stringe la mano della moglie Linda, di nove anni più giovane.




AVELLINO - Rissa in campo tra ragazzini di due squadre che partecipano al campionato regionale Allievi. È accaduto al termine della gara di calcio tra Monteforte e Aversa, giocata nell'impianto sportivo di Monteforte Irpino, a pochi chilometri da Avellino. Tre feriti il bilancio della rissa, tutti appartenenti alla squadra ospite, il più grave ricoverato in ospedale con una prognosi di quindici giorni per trauma cranico. Gli animi si sono accesi alla fine della partita quando i giocatori, tutti di età tra i quindici e i diciassette anni, stavano rientrando negli spogliatoi: dalle recriminazioni verbali presto si è passato agli insulti e poi allo scontro fisico. Protagonisti i calciatori di entrambe le squadre. I dirigenti hanno inutilmente tentato di mettere fine alla rissa e per separare i contendenti sono dovuti intervenire in forze i carabinieri della locale stazione. I militari hanno identificato tutti i giovani calciatori e nei confronti di quelli ritenuti i responsabili della rissa hanno proposto l'emissione di altrettanti Daspo, il provvedimento che vieta di assistere e partecipare, anche nella veste di atleta, a manifestazioni sportive.



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