Rivista n. 36

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La vittima e la giustizia riparativa, tra giurisprudenza e psicologia

di Mariaelisa Russo

Il concetto di restorative justice si è sviluppato dalla riconsiderazione del ruolo della vittima e propone un’interpretazione a tratti rivoluzionaria del conflitto connesso al reato, intendendolo in termini relazionali. La giustizia riparativa pone l’accento sulla esigenza di riparazione, ricostruzione e riconciliazione del legame infranto tra vittima e autore di reato, evidenziando il fatto che la riparazione non può essere meramente una pena né un risarcimento economico. La riparazione propone una dimensione più profonda delle relazioni umane poiché incoraggia la riconciliazione tra le parti in conflitto, avendo un ruolo chiave in un percorso di pacificazione sociale. La giustizia riparativa va considerata come una misura dinamica di contrasto alla criminalità, che rispetta la dignità di ciascuno e l’eguaglianza di tutti, favorisce la comprensione dei comportamenti e contribuisce all’armonia sociale, essendo quest’ultima generata dalla pacificazione delle vittime, dei rei e delle comunità. Gli interventi di giustizia riparativa prospettano alle vittime una maggiore sicurezza, permettendo altresì ai delinquenti di prendere coscienza delle cause e degli effetti del loro comportamento, ispirandosi ai criteri di un ordine negoziato, in cui si cerca di ristabilire la pace attraverso strumenti diversi dalle imposizioni, basandosi soprattutto sulla ricostruzione della dimensione della fiducia.

I sistemi di gestione del traffico aereo e l’incombente minaccia del crimine: la necessità di un modello organizzativo cyber security centric

di Francesca Castaldo

Entità ostili si aggirano nello spazio cibernetico e la minaccia di attacchi incombe sulle infrastrutture critiche nazionali. Tra queste, l’articolo si concentra sui sistemi di gestione del traffico aereo che, partecipando dell’aviazione civile, costituiscono l’obiettivo simbolico per eccellenza delle forze del terrore in uno scenario di cyber warfare. Ci muoviamo, oggi più che mai, in contesti di rapida evoluzione della tecnologia e delle insidie associate ad essa, che impongono sempre più la necessità di ricorrere a sistemi di protezione dalla minaccia cibernetica, in continua ed incessante evoluzione. Non essendo però azzerabile il rischio di attacchi di qualunque tipo, solo l’uso continuato nel tempo di tecnologie allo stato dell’arte e di un modello organizzativo di sicurezza adeguato può ridurre fortemente tale pericolosità.

L’articolo intende mostrare come a livello aziendale, oltre che naturalmente governativo-istituzionale, sia divenuto imprescindibile investire sullo sviluppo tecnologico col fine di aumentare la resilienza cibernetica in un contesto che evolve dalla cyber defense alla cyber resilience.

Più di ogni altra cosa questo lavoro vuole far emergere la fondamentale importanza ed urgenza, oggi più che mai e non solo per le aziende che operano a vario titolo nel comparto della Difesa, di dotarsi di un modello organizzativo incentrato sulla cyber security.

Neuroscienze, criminogenesi e libero arbitrio

di Marialaura Cunzio

Le neuroscienze e la genetica molecolare nelle scienze criminali e in ambito forense, una breve riflessione sui campi di applicabilità, sulla portata delle scoperte e sugli scenari che esse hanno aperto nel recente passato e si prevede apriranno nel prossimo futuro.

6 Commenti

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